Dic201117

Il termine dipendenza, dal latino dipendere significa “pendere da”.
Il Dizionario Enciclopedico di Scienze Mediche Taber da a questo termine più di un significato:
1) Essere coinvolto, per una varietà di ragioni, in una delle diverse forme di comportamento ripetitivo, come giocare d’azzardo, mangiare disordinatamente, guidare spericolatamente, che possono riferirsi vagamente alla dipendenza, ma il termine è riservato più correttamente ad indicare

la dipendenza da stupefacenti, alcol e tabacco.
2) Stato di soggezione verso un altro o forma di comportamento che denota incapacità di prendere decisioni.
3) Dipendenza fisiologica che può o non accompagnare un forte desiderio per una droga.
Come si può dedurre una dipendenza è innanzitutto un comportamento ripetitivo, un comportamento spesso incontrollabile, una specie di ossessione.
Incapace di controllare il proprio istinto è il giocatore d’azzardo, il bulimico, l’alcolista, il tossicomane, l’innamorato- dipendente.
Non è un caso se parliamo di istinto.
Una dipendenza è come una fame improvvisa che chiede di essere tempestivamente saziata ma che non sempre porta a sazietà.
Spesso si avverte un senso di vuoto maggiore legato ad una specie di nausea, un vomito.
Molti sono gli Autori che negli anni hanno scritto di dipendenza: medici, psicologi, psicoterapeuti, sociologi, andropologi. Ciascuno dal proprio punto di vista e con i propri strumenti hanno cercato di rispondere a tutti gli interrogativi legati a questo tipo di disagio.
Difficile, è risultato unificare le diverse forme di dipendenza, riportarle ad un comune denominatore, riabilitarle con un unico intervento terapeutico.
Le dipendenze non sono tutte uguali, i dipendenti forse.
CHI E’ IL SOGGETTO DIPENDENTE?
Quando una persona è sana sa che il senso del proprio valore è nella sua interiorità. Una persona dipendente cerca il senso del proprio valore nella approvazione degli altri. Alla base della dipendenza c’è sicuramente un problema di autostima: la dipendenza nasce, nella maggior parte dei casi, da un cattivo rapporto con se stessi, da uno scarso amore per sé, dal bisogno costante di appoggiarsi o di farsi sostenere da qualcosa o da qualcuno.
Da soli non ci si sente in grado di camminare, di fare, di sperimentare, di agire.
Una persona sana dosa il suo “dare” in diversi contenitori.
Una persone dipendente getta tutto nello stesso contenitore.
Una persona sana si rifiuta di farsi maltrattare da qualcosa o da qualcuno; le dipendenze rendono vittime di una situazione in cui l’altro, sia esso uno sostanza o una persona, è comunque il più forte.
La dipendenza è una debolezza.
Una debolezza che spesso viene considerata una forza. Molte dipendenze specialmente allo stadio iniziale portano con se una buona dose di trasgressione, di euforia, spingono ad un livello di eccitazione tale che, misto tra esaltazione e disperazione, fa sentire unici, fa sentire forti, vivi. Molti psicologi ritengono che alla base di una dipendenza ci sia la paura di essere abbandonati, anche se si tratta di dipendenze affettive.
Secondo questa teoria l’alcool, il cibo, o la droga diverrebbero una sorta di coperta di Linus ossia una oggetto transazionale che faciliti il distacco dalle figure genitoriali e quindi la crescita.
La dipendenza ci defrauda della nostra completezza.
Ci fa sentire un essere umano incompleto e ci spinge a ricercare immediatamente un’altra “metà” con cui restare invischiati.
In questo caso, però, due metà non fanno un intero.
Il denominatore comune delle relazioni dipendenti sembra essere uno schema comportamentale progressivo che porta a quella che viene chiamata
co- dipendenza.
Nella terminologia della tossicodipendenza si usa specificatamente il termine co- dipendente per indicare la persone che, senza volerlo, incoraggia l’alcolista o il drogato e gli permette di continuare nella sua dipendenza. Questo termine oggi è entrato nel linguaggio comune per indicare quelle persone che vivono in funzione di, in reazione a, o per qualcuno. La persona co- dipendente cerca l’approvazione praticamente di chiunque; può far ruotare la sua vita intorno ad una sola dipendenza o può manifestarne diverse contemporaneamente o successivamente.
Spesso il comportamento co- dipendente comincia nelle famiglie in cui esiste ad esempio una tossicodipendenza o qualche altra disfunzionalità come qualche forma di violenza fisica.
Il bambino crescendo impara a vivere in funzione dei bisogni dell’adulto tossicodipendente o violento e ad ignorare i propri. I problemi della famiglia privano il bambino di modelli d’amore e cura adeguati.
Crescendo questi bambini cercheranno a loro modo e con i propri mezzi di riempire questo vuoto.
La donne più spesso si troveranno in situazioni affettive dipendenti legandosi principalmente a quegli uomini che appariranno loro particolarmente bisognosi d’aiuto.
COME E PERCHE’ SI DIVENTA DIPENDENTI?
Ben pochi di noi fanno a meno delle sigarette o del caffè, di alcool o di vino, di valeriana, di cioccolata o di tutte quelle sostanze che cambiano l’umore e aiutano in varie circostanze e a vario titolo a vivere.
La dipendenza è dunque tra noi dilagante, non è solo una cosa da cattivi.
Certamente alcune dipendenze come quella da alcool o da eroina sono fortemente emarginanti, ma tutte potenzialmente tolgono la libertà.
LE DIPENDENZE FISICHE E PSICOLOGICHE
Le dipendenze possono essere sia fisiche che psicologiche.
Una sostanza da dipendenza fisica quando costante è il bisogno di assumerla, quando è impossibile astenersi dall’assunzione malgrado i problemi che essa può provocare.
Con l’uso ripetuto della stessa sostanza si comincia ad avere un effetto sempre minore e quindi si ha il bisogno di assumerne quantitativi sempre maggiori per ottenere l’effetto desiderato.
Per molti, divenuti dipendenti, il piacere non è più dato dall’assunzione della sostanza e quindi dagli effetti che essa provoca sull’organismo o sull’umore in particolare, ma dalla cessione dei disturbi legati all’astinenza.
La dipendenza psicologica spesso viene considerata meno forte di quella fisica, non è assolutamente così, perché non si può essere fisicamente dipendenti da una sostanza e non esserlo psicologicamente, mentre si può essere psicologicamente dipendenti da una sostanza e non esserlo fisicamente.
La dipendenza psicologica consiste essenzialmente nell’affidare ad una sostanza il compito di risolvere i nostri problemi di tristezza, senso di inadeguatezza e sfiducia in noi stessi.
Di solito la crescita e quindi il passaggio da adolescente ad adulto avviene attraverso l’acquisizione di sempre maggiori conoscenze di ciò che sta fuori e dentro di noi.
Tutto questo avviene anche attraverso la fatica di ciascuno e la costruzione del senso dei propri limiti oltre che delle proprie capacità.
Le sostanze si presentano come la soluzione più semplice ed immediata, ma ostacolano la costruzione dell’identità: rischiano di sostituirsi alle capacità impedendo al soggetto di riconoscerle finendo per atrofizzarle, a volte in modo definitivo.
(di Marinella Cozzolino)

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