Feb201227

L’argomento del complottismo è molto vasto: da semplice “vezzo” per annoiati appassionati di catastrofismo si è talmente diffuso che qualcuno lo considera un “problema sociale”.
Negli Stati Uniti la figura del paranoico complottista è diventata un tormentone. Il “tin foil hat” è il copricapo fatto con un foglio di alluminio per proteggersi dal controllo mentale e dalle influenze nefaste, tipica fissazione dei paranoici più estremi.
Se il paranoico con il cappellino di alluminio è visto come un innocuo pieno di paure e fobie esiste al contrario il paranoico “per interesse”, il professionista che vive di paranoia (in senso professionale) ed alimenta i paranoici in quanto suoi clienti.

Ha tutto l’interesse che la paranoia e la teoria del complotto non venga dimenticata, non passi mai di moda.
Il “guru” complottista non è un giornalista investigativo, non fa “inchieste” scottanti, non lavora per la verità ma vende sciocchezze. Credere che un complottista professionista sia come un giornalista sarebbe come paragonare il New York Times a Novella 2000.
Un vero “ricercatore della verità” (i complottisti amano questa definizione ed il corrispondente in inglese di “truther”) si baserebbe su fatti, documenti, indagini comprovate da riscontri reali e prima di tutto va a cercarli in prima persona o si affida a report attendibili, non si basa sui video di You Tube o su siti internet amatoriali, un “ricercatore” che ricerca su Google è semplicemente un cronista dilettante. Se un medico si aggiornasse sull’enciclopedia medica per la famiglia verrebbe considerato quantomeno irresponsabile.

Un esempio potrebbe essere quello di Wikileaks che da semplice servizio di documentazione giornalistica è diventato un riferimento per l’ufficializzazione di veri e propri crimini governativi o di importanti eventi mai diffusi pubblicamente, tutti documentati e con riscontri certi, difficili da smentire, ufficiali. Questo sarebbe “complottismo” serio, quello che sparge il web di paure e bugie invece è gossip, nè più nè meno. Guardacaso i “complotti svelati” (traffico d’armi, vittime civili in guerre, incidenti mai rivelati, documenti mai pubblicati…) da Wikileaks non vengono smentiti nemmeno dai potenti governi accusati, quelli “svelati” dai complottisti sono smontabili con una semplice analisi superficiale e con il buon senso, soprattutto E naturalmente i complottisti sostegono che Wikileaks faccia parte del complotto perchè…diffonde fatti talmente scottanti che non è possibile dica la verità. È un loop continuo. Se non diffondi una notizia è perchè c’è qualcosa sotto, se la diffondi evidentemente…c’è qualcosa sotto.
E c’è chi in tutto questo ci sguazza.

Tra gadgets, DVD, libri, video e pubblicità un vero e proprio centro commerciale che spazia dalla più incredibile storia degli UFO all’assassinio di Kennedy ed alla fabbricazione di vaccini velenosi. Dall’invasione dei rettiliani alla politica internazionale fino alle teorie pseudoscientifiche più assurde, un giro d’affari ben sviluppato che si nutre della credulità del prossimo e delle menti deboli ed ingenue dei clienti più creduloni. Il complottista fa della disinformazione il proprio lavoro.
Naturalmente il complottista professionista “deve” essere “povero, insediato dai potenti ed amante della verità”, che conosce solo lui ma è talmente perseguitato ed ha svelato verità talmente terribili ed angoscianti che è libero di dirle a tutti diffondendole sul web e pubblica libri e DVD. Ancora più curioso il fatto che il complottista di professione lanci anatemi contro “il grande fratello”, denuncia limitazioni della libertà, annuncia la costruzione di grandi campi di deportazione e per diffondere il suo messaggio utilizza la corrotta televisione e…internet che è il “luogo” più controllato, controllabile e gestibile a distanza del mondo. Come se una spia che dovesse inviare messaggi segreti li pubblicasse sulla bacheca del proprio ufficio.

Dalla rete, ripetuta dovunque e continuamente, il salto al mondo “reale” della bugia è rapidissimo. Una bugia ripetuta all’infinito rischia di apparire verità. Così tante teorie del complotto sbarcano sulla carta stampata, in TV ma anche nei banchi (teoricamente seri) di un parlamento (è successo anche da noi) con interrogazioni parlamentari e commissioni che nascono da informazioni reperite su internet e si autoalimentano, aumentano di dimensioni, le supposizioni diventano indizi, le teorie diventano presunte prove che si moltiplicano, si replicano e toccano gli spazi più reconditi dello scibile umano formando quella che ormai è conosciuta come “la teoria della montagna di merda”: qualsiasi incompetente, anche il più sordido degli ignoranti, sarà capace di produrre molta più spazzatura di quanta se ne possa spalare.

Questa caratteristica del complottismo si può notare in una discussione su questi temi. Il complottista porrà due dubbi, qualcuno li risolve ma il discorso non finisce lì. Subito altri due dubbi, che diventano quattro e toccheranno altri argomenti. Se l’interlocutore avrà avuto abbastanza pazienza e capacità per smontare pure questi ecco che ne appaiono altri otto, poi dieci, infine venti che toccheranno estremità inconcepibili per lo scibile umano. La discussione si chiude con la fisica quantistica, le lobby ed il movimento sionista, secondo gli argomenti trattati.
È un continuo spostamento di paletti: nessuna risposta andrà bene al complottista, lui non cerca risposte le ha già. Disinforma perché non è informato bene o perché vuole disinformare.

Nessuno può escludere che un giorno si possa scoprire che un avvenimento importante sia stato nascosto o falsificato da un governo o da un personaggio storico all’intera popolazione ma finché non esistono prove è inammissibile passare per certe delle supposizioni che lanciano dei sospetti così gravi.
Domani sicuramente scopriremo una cura molto più efficace delle attuali per il cancro ma pensare che esista oggi e che venga nascosta consapevolmente è folle.
E poi basterebbe una considerazione elementare per tagliare ogni fantasia: guadagnerebbe di più il medico (il ricercatore, lo scienziato) che scoprisse la cura del cancro rendendola pubblica o quello che scoprendola la nascondesse all’umanità?
Falsità pretestuose quindi e pure una colpa gravissima: la calunnia.
Il complottismo ha allora come scopo principale la disinformazione e proprio su internet la diffusione di questi teoremi del terrore ha avuto uno sviluppo incredibile. È stato visto ad esempio che il web è molto più fornito di pagine complottistiche che di siti “culturali” e ci si è chiesti quali potessero essere i metodi per limitare l’ondata di ignoranza e di incertezza che causano queste credenze.
Finora si è puntato sull’educazione, sull’informazione di chi utilizza il web ma si è presto notato che si tratta di un mezzo quasi del tutto inefficace. Questo perché i complottisti rifiutano la scienza in toto e soprattutto evitano il concetto di autorità. Se un complottista ha una convinzione riguardante la salute non sarà certo un medico a tranquillizzarlo perché potrebbe essere parte del complotto.
Se un individuo è convinto che i terremoti siano di origine “artificiale”, l’unico modo di informarlo sembrerebbe essere quello di spiegargli i meccanismi dei terremoti ma questo potrebbe non bastargli in quanto egli non accetterà spiegazioni da gente competente in materia in quanto questi farebbero parte del complotto.

Alla ricerca di metodi migliori di informazione alla fine ci si è arresti all’evidenza. Sembra che l’unico modo per bilanciare i danni del complottismo sia il dialogo.
È forse il metodo più complicato (il complottista evita il dialogo) ma è l’unico che sembra portare dei frutti.
Un metodo può essere quello di “accettare” anche le teorie più bizzarre per poi discuterne i punti se possibile serenamente e solo allora poter ritenere compiuta l’opera di corretta informazione.
Ma attenzione nel non cadere nella paranoia opposta.
Esiste la figura del “debunker”, è colui che smonta le teorie di complotto o le bufale e le leggende metropolitane, studiandone e documentandone la falsità.
È un’opera sicuramente meritoria. Decine di blogger (soprattutto) sparsi in tutto il mondo, combattono a suon di documenti, opinioni di esperti, grandi dossier, le credenze disseminate nel web. È un lavoro immane.
Ma accanto ai paladini del buon senso e della ragione il tarlo della paranoia è sempre in agguato: esiste un estremismo anche in questo senso, se il complottista è un “paranoico del male”, esistono “scettici” che rappresentano una sorta di “paranoico del bene”. Nulla che vada contro la logica può essere accettato, a prescindere dagli argomenti. Tutto ciò che afferma un complottista è sciocco, senza appello e senza possibilità di ripensamento, chiusura a riccio davanti ad ogni affermazione che abbia solo l’aria di essere “complottista” e chi va contro è matto o delirante. È un atteggiamento identico a quello complottista ma speculare.

In realtà ogni volta che si legge un’affermazione poco “credibile” è bene documentarsi da varie fonti e cercare di capire chi fornisce le basi più attendibili su quell’argomento. Un elemento fondamentale è la PROVA. Un evento reale è provato.
Questo se non si hanno le capacità o la cultura per studiare personalmente i vari argomenti che ci interessano. L’autorità inoltre (intendo chi si occupa per professione dei vari argomenti) ha il diritto di avere più voce in capitolo per il semplice motivo che con gli argomenti trattati ne ha a che fare ogni giorno, quindi almeno per esperienza. L’abito in questo campo fa quasi sempre il monaco essendo molto improbabile che un “dilettante” abbia più conoscenze ed esperienza di un professionista, non per niente i complottisti si travestono da “esperti” e si definiscono “ricercatori” quasi a darsi un’aria di accademicità che in realtà nemmeno sanno cosa significhi.
Il lavoro di indagine su una bufala, su una teoria di complotto è un lavoro faticoso ma spesso il catastrofista basa le sue parole su un termine decontestualizzato, su una traduzione sbagliata, su un video inguardabile. Costruisce un castello di sabbia che alla prima mareggiata viene cancellato inesorabilmente.

6 commenti

  1. Salvatore ha detto:

    Ottima descrizione della situazione attuale, solo su un punto sono dubbioso: “guadagnerebbe di più il medico (il ricercatore, lo scienziato) che scoprisse la cura del cancro rendendola pubblica o quello che scoprendola la nascondesse all’umanità?” In realtà la domanda non è tanto questa, ma: gli incassi delle multinazionali che vendono chemioterapia riuscirebbero a guadagnare ugualmente se il cancro lo si curerà con un prodotto naturale, economico e facilmente reperibile?

  2. Salvatore ha detto:

    C’è un famoso giornalista statunitense del Novecento, Upton Sinclair, che diceva: “è difficile far capire qualcosa ad una persona quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla.” Potrebbe guadagnare l’inventore della cura, ma non l’industria farmaceutica. E’ ciò è anche largamente spiegato dal famoso psichiatra David Servan-Schreiber nel suo libro “Anticancro”.

  3. paolo ha detto:

    La parte relativa alla medicina e alla cura del cancro è davvero degna di un genio. Complimenti all’autore. Davvero uno informato, intelligente, e documentato.

  4. Luigi ha detto:

    Salve, ho letto l’articolo, mi presento, mi chiamo Luigi e qualche mese fa ho cominciato ad informarmi sui complotti. Come hai detto tu che due dubbi portano a 4 e da 4 a 8 è vero, perché non si finisce mai di studiare. Un giorno così tanto per, gli linkati a mio fratello certi articoli, e da qui tutto iniziò.
    Mio fratello è sempre stato una persona con la testa sulle spalle, colto e intelligente che fin da piccolo si è sempre posto la domanda :”PERCHÉ?!”
    e la cosa dei complotti figurati, è pieno di cose da studiare,tanto che ci si tuffo’ a capofitto sulla questione.
    Ritornando un attimo a me, io mi documentai il giusto….. Ne poco e neanche troppo, e arrivai alla conclusione che nella vita bisogna essere sempre felici, allontanare qualsiasi forma di stress che possa farti sentire male e che bisogna vivere sapendo che la vita è una cosa meravigliosa e se è vero che fin da quando siamo spermatozooi ci facciamo un culo così per arrivare primi (e non siamo pochi la dentro), perché dobbiamo vivere una vita immersa nella bugia e nella menzogna dovendo lavorare, sudare e disperarsi per della semplice carta straccia chiamata moneta? La vita potremmo cambiarla anche già da domani se solo lo volessero tutti insieme, il problema sta nel fatto che la gente comune disinformata non si informa a dovere (sempre nelle giuste misure come feci io),essa è bombardata dalla nascita alla morte da cazzate gigantesche.
    Le cose da dire sono veramente infinite e per quanto uno possa avere tutta la volontà di voler cambiare il “sistema” la matrix, non potrà mai e poi mai riuscirci da solo, ma dovremmo essere noi tutti che facendo parte dell’unità (tutti siamo scintille di luce facente parte di una cosa sola, l’energia.
    Qui si passa ovviamente ad argomenti sempre più complessi quali il vero senso della vita, il perché siamo qui, lo scopo di tutti noi ecc.
    Si passa a un livello spirituale che chi è buddhista sicuramente sa già qualcosa in merito (viaggi extradimensionali, extratemporali, il risveglio della ghiandola pineale (terzo occhio) e il salto quantico alla quarta dimensione che solo spiritualmente si potrà raggiungere tale evoluzione della specie umana.
    Ma qui arrivarono loro , gli illuminati e tutto quello che sta dietro a questi individui.
    Adesso taglio corto perché 1 c’è ne sarebbero di cose da dire veramente, 2 perché non ho voglia di scrivere tutte queste cose e 3 perché mio fratello è caduto nel vortice del complottismo. Questo significa che da due mesi a sta parte parlava di complotti e va bene, ha studiato molto il che significa che di notte dormiva poco, assumendo anche sostanze stupefacenti e per chi lo sa ti fa “viaggiare” in gergo ed è arrivato alla conclusione di sapere ormai tutto e di avere tutto sotto controllo talmente tanto che è andato fuori controllo! ieri (il giorno del suo compleanno) ha perso il lume della ragione, ovvero si sente ormai illuminato e che ha avuto questo risveglio della ghiandola pineale.
    Aggiungendo anche quei sibili fastidiosi in grado di risvegliare la ghiandola pineale alla mancanza di sonno, agli effetti stupefacenti e agli argomenti trattati ho paura che sia in una fase di limbo spirituale, ovvero lui è qui ma la sua coscienza è in qualche maniera dall’altra parte.
    Questo non vuol dire che sia pazzo assolutamente, anzi, le cose le sa e anche bene! È un geometra e teneva una vita mediocre perché abbiamo vissuto un infanzia non tanto cordiale nel complesso.
    Di cosa potrebbe trattarsi? So che è contrario ai farmaci infatti ora è erboristeria e omeopatia…
    L’unica cosa che mi preoccupa è che nel cercare l’equilibrio o Tao, in questo momento è andato fuori di testa e si trova nel Caos delle cose…. Io che ho studiato (non come lui) capisco benissimo il messaggio che vorrebbe trasmettere ma così facendo abbiamo dovuto per forza chiamare l’ambulanza e portarlo in reparto psichiatrico, perché da qualche giorno a sta parte è progressivamente andato fuori controllo. Non è pazzo ripeto, le cose che dice sono tutte vere….. E si tratta di complotti… Ma secondo me ha guardato le cose talmente da vicino e in così poco tempo che le ha completamente perse di vista.
    Vi prego in una risposta valida e spero che ne verrà fuori da questo momento più forte che mai. Un saluto,Luigi.

  5. teo ha detto:

    Credo che il modo migliore che le case farmaceutiche hanno di guadagnare sulle malattie sia il complottismo. Meglio una massa malata che si cura con il bicarbonato e poi è costretta per il resto della vita a usare sostanze di sintesi per sopravvivere che un cancro preso allo stadio iniziale e curato con successo.

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