Feb201713

La sindrome di Burnout è una patologia, in varie misure, che interessa i lavoratori che sono impegnati quotidianamente e ripetutamente in attività che implicano i rapporti interpersonali. Inizialmente è stata studiata H. Freudenberger e da C. Maslach che portarono avanti le prime osservazioni, perfezionando la sindrome in tre parti: deterioramento dell’impegno del lavoro; deterioramento delle emozioni associate al lavoro; un problema di adattamento tra la persona e il lavoro. Il Burnout colpisce prevalentemente le persone che svolgono professioni di aiuto, coloro che entrano in contatto con persone che vivono situazioni di

continuo disagio e sofferenza, coloro che operano in ambiti sociali o sanitari e in tutti quei mestieri legati alla gestione dei problemi quotidiani (medici, psicologi, insegnanti, infermieri, assistenti sociali, operatori del volontariato, poliziotti, vigili del fuoco, carabinieri, avvocati etc..). Questa patologia comporta un esaurimento emotivo e un sentimento di ridotta realizzazione personale. Il soggetto preso in causa, tende a “fuggire” dall’ambiente lavorativo e quando lavora lo fa con disinteresse e insoddisfazione; avendo anche una minore empatia con le persone con cui si rapporta. Il problema può verificarsi anche con problemi fisici, come l’insonnia e la depressione. I disagi si avvertono prima nel campo professionale poi vengono trasportati sul piano personale, ad esempio facendo abuso di alcool, di sostanze psicoattive e in casi degenerativi si può arrivare anche al suicidio. LE FASI DEL BURNOUT: preparatoria= spinge il soggetto a scegliere un lavoro di tipo assistenziale; stagnazione= il soggetto si inizia a rendere conto che le sue aspettative lavorative non coincidano con la realtà; frustrazione= il soggetto avverte sentimenti di inutilità, di insoddisfazione..; apatia= l’interesse e la passione per il lavoro si spegne e subentra l’indifferenza.

LE CAUSE DEL BURNOUT:
sovraccarico di lavoro = quando il carico di lavoro è troppo elevato;
senso di impotenza = il soggetto non ritiene che ciò che fa o vuole fare riesca ad influire sull’esito di un determinato evento;
mancanza di controllo = quando il soggetto non ha sufficiente autorità per attuare l’attività nella maniera che ritiene più efficace;
riconoscimento = si ha disadattamento quando si percepisce di ricevere un riconoscimento inadeguato per il lavoro svolto;
senso di comunità = è presente disadattamento quando crolla il senso di appartenenza all’ambiente di lavoro;
assenza di equità = quando non viene percepita l’equità nell’ambiente di lavoro;
valori contrastanti = quando la persona non condivide i valori che l’organizzazione trasmette.

LE CONSEGUENZE DEL BURNOUT.
A LIVELLO INDIVIDUALE:
 atteggiamenti negativi verso il lavoro;
 atteggiamenti negativi verso i clienti/utenti;
 atteggiamenti negativi verso la vita; atteggiamenti negativi verso se stessi;
calo della soddisfazione lavorativa;
calo dell’impegno;
peggioramento dello stato di salute.

A LIVELLO ORGANIZZATIVO:
 calo della performance;
 calo della qualità del servizio;
 aumento dell’assenteismo.

COME SI PUO’ PREVENIRE? Si può riacquistare l’equilibrio rivalutando le priorità, lasciando tempo a se stessi e cercando un supporto.

SOLUZIONI PER IL BURNOUT

Per curare questa sindrome è necessario rivolgersi ad uno Psicologo professionista e allontanarsi dal lavoro per un certo periodo di tempo, approfittando della situazione per tranquillizzarsi e prendersi un momento di relax. Un lavoro molto importante per “uscire” dallo stato di Burnout è quello sui propri confini psicologici: è fondamentale creare degli spazi di svago e di rilassamento lontano dal lavoro e praticare uno stile di vita che non trascuri i bisogni fondamentali dell’organismo. Coltivare i propri interessi e i propri affetti tra uno stress lavorativo e l’altro ci permette di ricaricarci: una vita sana e soddisfacente è sempre il frutto dell’alternanza tra vita lavorativa e vita privata.

Lascia un commento