Mag201702

La marijuana, chiamata comunemente erba, maria, è una sostanza che si ottiene dalle infiorescenze essiccate delle piante femminile della canapa. Esistono tre grandi varietà di cannabis Sativa, Indica e Ruderalis che si differenziano per dimensioni della pianta e per la concentrazione dei principi attivi di conseguenze si differenziano anche gli effetti. E’ considerata una droga leggera perchè non crea dipendenza. La maggior parte dei consumatori fuma questa droga leggera attraverso sigarette fatte a mano, ma ci sono numerosi altri modi. La marijuana ha come principio attivo il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) che da effetti di alterazione mentale.

QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA MARIJUANA SUL CERVELLO?

Quando il soggetto fuma la marijuana il THC va direttamente dai polmoni

al sangue e la sostanza viene trasportata negli organi. Nel cervello il THC va ad influenzare le aree dove ci sono i recettori di cannabinoidi, ossia i recettori che influenzano il piacere, la concentrazione, la memoria, il pensiero, la percezione del tempo e il coordinamento dei movimenti.

QUALI SONO GLI EFFETTI PRINCIPALI?
Gli effetti durano 1-3 ore, il cuore inizia a battere più forte, i vasi sanguigni si dilatano e i passaggi bronchiali diventano più ampi. Il THC stimola le cellule celebrali rilasciando dopamina. Chi ne fa uso sperimenta piacevoli sensazioni, il tempo scorre più lentamente, si avvertono subito gli stimoli della fame e della sete. In alcuni casi l’uso di questa droga può portare ad attacchi d’ansia, paura o panico.

A LUNGO TERMINE
Uno studio effettuato dall’Università di Harvard nel 2013 ha dimostrato che non vi sarebbe correlazione tra consumo di canapa e sviluppo di problemi psichiatrici, uno studio della National Academy of Sciences ha fornito evidenza oggettiva di danni irreversibili sull’apprendimento nei consumatori cronici adolescenti. Lo studio ha evidenziato danni persistenti all’intelligenza, alla capacità cognitiva e di memoria in soggetti minori di 18 anni, danni invece non evidenziati in soggetti che hanno cominciato a fumare in età adulta.

USI TERAPEUTICI
La canapa indiana è usata per contrastare la diminuzione dell’appetito nei pazienti affetti da AIDS e da cancro e per diminuire la nausea derivata dai trattamenti chemioterapici e dalle radiazioni. Causa anche degli effetti positivi per le persone affette da dolori cronici, da sclerosi multipla etc. E’ utilizzata anche come medicina, presente nella farmacopea ufficiale.

QUANTE CANNE BISOGNA FUMARE PER ANDARE IN OVERDOSE?
Per la cannabis non esiste un solo caso accertato in tutta la storia che sia morto di overdose. Per indurre la morte ad un fumatore di marijuana dovrebbe consumare almeno 20,000 canne in quindici minuti. Per l’agenzia antidroga americana è tecnicamente impossibile morire di overdose prodotta da cannabis, almeno che non ci sia una persona che è in grado di fumare una canna ogni ventidue secondi per quindici minuti.

LA DROGA PIU’ DIFFUSA TRA I GIOVANI
Essendo una droga leggera, molti giovani fanno consumo di questa sostanza poiché convinti che essendo una pianta non faccia male. Il problema è che adesso il “fiore” viene chimicamente modificato per dare effetti più pesanti, si crea anche l’hashish con il polline della marijuana ma anche questo viene chimicamente modificato portando ai giovani dei problemi a livello organico. Molti fanno un mix di questa sostanza con alcool e in alcuni casi anche cocaina, questo mix molto spesso porta il soggetto a sentirsi male, a vomitare, a non vedere bene, a non capire quello che gli sta accadendo intorno. Il consumo di cannabis non è una causa diretta di un declino delle capacità cognitive nell’adolescenza, pur esistendo una correlazione tra i due fattori: un nuovo studio longitudinale che comprendeva anche coppie di gemelli ha dimostrato che in termini di quoziente d’intelligenza non c’è una differenza significativa tra i consumatori della sostanza e i loro gemelli non consumatori. Questo risultato mette in luce che esistono fattori familiari che predispongono sia al declino cognitivo sia all’abuso di stupefacenti.

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