Gen201809

È un periodo di transizione nel quale l’individuo sta costruendo la sua identità, infatti i pensieri che più impegnano la mente in questa fase sono del tipo: “chi sono?”, “chi voglio diventare?”; questo periodo si chiama adolescenza ed è uno o probabilmente il più impegnativo, confusionario ed emozionante durante la nostra esistenza.L’adolescenza va dai 12 ai 20 anni circa ed è caratterizzata da

cambiamenti sia fisici che psichici: per quanto riguarda l’aspetto fisico sarà molto evidente sia per le femmine che per i maschi, ma anche l’aspetto psichico avrà un grande mutamento vista la maturazione che è in corso e che sarà quella che durante questa fase sarà motivo di sofferenze e gioie per il ragazzo.Durante questa fase di transizione l’individuo è soggetto a diversi disagi più o meno gravi come puòessere la rabbia verso i genitori per richiedere maggior libertà, la delusione per un voto insufficientea scuola o problemi che possono definirsi definitivamente più gravi come i disturbi alimentari.Essi soprattutto nei paesi più sviluppati sono molto diffusi, possono manifestarsi per vari motivi quali problemi familiari o bassa autostima, ma sono del tutto personali e quindi differiscono da persona a persona e dal contesto in cui si vive.Una persona affetta da bulimia cercherà di colmare il suo senso di vuoto interiore attraverso il cibo, si abbufferà per poi rigurgitare tutto ciò che ha assunto per timore di ingrassare e quindi alterare il suo peso corporeo.Individuare questo disturbo è molto difficile perché chi ne è affetto tenderà a nasconderlo e sarà facilitato dal fatto che il suo aspetto fisico rimarrà immutabile almeno per i primi anni, poi a lungo andare si cominceranno a notare la dentatura rovinata, nervosismo immotivato, isolamento, ansia e depressione; inoltre indurre alla cura l’individuo non è assolutamente semplice finché egli sarà convinto di necessitare un aiuto.La famiglia e tutti coloro che hanno un legame con questa persona saranno demotivati dallo stare al suo fianco per via del suo comportamento scontroso ma una volta capito il problema dovranno insistere e rimanerle vicino per non peggiorare il suo stato, proprio perché l’individuo affetto porrà molta fiducia e speranza nel loro sostegno.Nei casi meno gravi la cura può essere effettuata in modo quasi “autonomo”, cioè senza l’interventoavvenga da altre persone che non siano familiari e/o amici, ma non rare sono le situazioni in cui sono necessari gli interventi nei centri ospedalieri e sempre fondamentale è la figura di uno psicologo. La cura può dirsi compiuta quando il bulimico avrà una visione inalterata del proprio aspetto fisico, quando avrà un buon rapporto col cibo senza sensi di colpa e soprattutto quando si sentirà complessivamente bene con se stesso.

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