MENTIRE: COSA CI SPINGE A FARLO?
Gen201822

È impossibile non mentire, è molto spesso un comportamento involontario e a spingerci possono essere varie motivazioni. Le bugie sono sempre a scopo strategico, un atteggiamento che la persona attua per arrivare ad uno scopo che si prefigge; alcuni ricercatori hanno suddiviso i casi per i quali una persona è spinta a mentire:
1) per timidezza, spinti dalla rappresentazione negativa di se stessi
2) soltanto per il gusto di mentire
3) soltanto per divertimento.
Nei bambini è comune mentire per non ricevere punizioni; negli adolescenti invece per preservare la propria privacy, c’è la volontà di crearsi uno spazio per sfuggire dalle responsabilità che propongono i genitori di assumersi ed avvicinarsi sempre di più al gruppo dei pari.
La bugia nell’adolescente è quasi necessaria: per riuscire a raggiungere quel grado di indipendenza che

gli consentirà di maturare, staccarsi dai genitori e diventare adulto. Le bugie sono anche il mezzo per crearsi una certa reputazione, quindi come si poteva già ben immaginare, gli adulti ne fanno uso soprattutto per motivi lavorativi; quando però nell’età adulta c’è un uso smisurato si può considerare l’idea che ci sia un problema psicopatologico: in questo caso ci sarà il soggetto che per sentirsi gratificato e superiore agli altri vivrà in una perenne bugia. Esiste inoltre il caso in cui cerchiamo di dare spiegazioni riguardo ad un nostro comportamento (ma inventandole) creando così una situazione in cui il soggetto è sia ingannatore che ingannato. In questa situazione l’individuo, nel momento di mentire, da un lato potrebbe anche scoprire e capire le vere emozioni ed intenzioni che aveva nel momento dell’accaduto, e contemporaneamente negare la vera realtà.
Riportiamo un esempio: ad una donna venne chiesto il suo ideale di uomo, lei rispose “rozzo e brutale” ed infatti tutte le relazioni che visse erano state violenti e negative sia mentalmente che fisicamente per lei; successivamente si scoprì che il padre della donna a sua volta era stato un uomo come da lei descritto e quest’ultima lo giustificò con un “lo faceva per il mio bene e quello della famiglia”. Attraverso questo accaduto possiamo percepire che mentire a se stessi ci consola e difende temporaneamente, ma porterà dolore comunque in un secondo momento.
Mentire richiede molta lucidità mentale ed intelligenza, infatti quando ciò avviene utilizziamo tutto il cervello, contrariamente a quando usiamo soltanto il lobo sinistro dicendo la verità; diventa difficile però quando ci si trova davanti alla situazione in cui bisogna dire bugie su più aneddoti e magari non collegati in nessun modo, richiedendo una grande memoria e molti falsi collegamenti nel nostro cervello creando confusione. Per quanto si abbiano grandi qualità nel mentire bisogna sempre ricordare che una volta scoperte tutte o parte delle bugie dette, l’individuo sarà visto con occhi degli altri sempre poco credibile nonostante si tenti di esprimersi più chiaramente possibile: la fiducia ormai è sgretolata e riacquistarla sarà molto difficile o addirittura impossibile.

Lascia un commento