Set201809


Due elementi principali contraddistinguono le coppie difficili: la confusione tra il ruolo di genitore e quello di coniuge, e il coinvolgimento, a più livelli, dei figli all’interno della conflittualità dei genitori.
 Confusione tra il ruolo di genitore e quello di coniuge.
La crisi del rapporto coniugale spesso comporta la strumentalizzazione del ruolo genitoriale. Succede così che i ruoli vengano confusi e che il conflitto verta sui figli e si inasprisca proprio in merito a un argomento così delicato. È così che la moglie lasciata accusa l’ex marito di “non prendersi più cura di noi”, sovrapponendo il ruolo di

marito che interrompe la relazione coniugale a quello del padre che invece, con ogni probabilità, non desidera affatto troncare il rapporto con il figlio. Per identificare questo meccanismo una strategia utilizzabile dal mediatore è quella di sostituire, mentalmente, il nome del figlio con il nome del coniuge quando una persona parla: se la frase non perde il suo significato, c’è una confusione di ruoli in atto. Anche la riluttanza ad ammettere che l’altro sia un buon genitore è indice di probabile confusione di ruoli. Il mediatore provvederà dunque a ricordare alla coppia che essi, in quanto adulti, ricoprono sia il ruolo di coniugi sia quello di genitori, e che i due contesti sono ben distinti. Egli dovrà fare chiarezza e rendere esplicito il loro comportamento, sempre con l’accortezza di evitare i giudizi e le opinioni personali.
 Conflittualità agita di fronte ai figli e strumentalizzazione degli stessi
La confusione dei ruoli comporta indirettamente la strumentalizzazione dei sentimenti dei figli al fine di un ricongiungimento col partner. Oltre a ciò, vi sono ulteriori elementi che comportano sofferenze per i figli e che possono inficiare il loro benessere e sviluppo psicoaffettivo: in particolare risulta dannosa l’esposizione continua e ripetuta alle liti intense. Per questo motivo il mediatore favorisce la consapevolezza delle dinamiche conflittuali in modo che la coppia impari a riconoscere i segnali che porterebbero a un’escalation e a evitare che ciò accada in presenza dei figli. Inoltre, grazie al suo esempio pratico, tramite il meccanismo dell’apprendimento osservativo (Bandura, 1977) le coppie imparano strategie comunicative più efficaci: affrontare un argomento per volta, coinvolgere nella discussione solo le persone fisicamente presenti, astenersi da insulti e grida, rispettare i turni di parola.

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