Giu201705

La competenza genitoriale è l’insieme di capacità, di comportamenti, di atteggiamenti e di esperienza personale di un genitore che lo rendono capace di creare un rapporto di protezione e di amore con il proprio figlio.
COSA SIGNIFICA ESSERE GENITORI?
La genitorialità è un processo dinamico attraverso il quale si impara ad essere un buon genitore, è dinamico perchè non si può essere sempre genitori nello stesso modo. Il genitore cambia in base al tempo, alle circostanze e alle fasi che sta attraversando il figlio.
FUNZIONI DI UN GENITORE
• funzione affettiva
• funzione protettiva
• funzione interpretativa
• funzione identitaria
LE COMPETENZE
Queste competenze vanno stabilite in base alle esigenze che servono ai figli nelle diverse fasi di vita. Il genitore deve essere altruista ossia aiutare con empatia il proprio figlio nei problemi quotidiani, assertivo ossia che deve esprime in modo adeguato i suoi pensieri e le sue emozioni (sia negativi che positivi), deve essere sicuro di se, aperto mentalmente cioè l’atteggiamento di curiosità con cui si avvicina a esperienze nuove, empatico e socievole, deve essere flessibile e tollerante in quanto consente di insegnare a mantenere l’equilibrio nelle difficoltà, superando il dolore di una delusione per rimettersi in gioco, ricostruendo nuove opportunità di vita. Altri strumenti che vengono impiegati specie nel mondo anglosassone sono:
a) la prospettiva del figlio;
b) la prospettiva dei genitori;
c) la prospettiva genitore/figlio;
d) la prospettiva dell’intera famiglia;
Un’ altra competenza molto importante è la protezione, la capacità di proteggere e tutelare il bambino nell’ambiente familiare, scolastico e sociale. Si deve esercitare un “controllo” sulla sua igiene, sulla sua salute, sulla sua vita sociale ma tutto questo senza essere troppo oppressivi sennò si entra nella sfera dell’iperprotettività.
IN CASO DI SEPARAZIONE
Si deve dare l’“accesso” all’altro genitore, individuando gli elementi di disponibilità, perché il genitore deve partecipare alla crescita e all’educazione dei figli. Serve la competenza genitoriale dei due coniugi nei termini della qualità della relazione di attaccamento in base al concetto di “genitore psicologico”, l’attenzione ai bisogni reali dei figli, la capacità da parte di ciascuno dei due genitori di attivare riflessioni ed elaborazioni di significati relativi agli stati mentali dei figli stessi ed alle loro esigenze evolutive.

Mag201720

La memoria è la capacità dell’individuo di ricordare fatti passati, esperienze per poi servirsene per entrare in rapporto con il presente o il futuro. Gli psicologi Atkinson e Shiffrin ritengono che vi siano tre memorie:
• Memoria sensoriale = dura per pochi secondi, percepisce molte informazioni che fanno [..]

Mag201702

La marijuana, chiamata comunemente erba, maria, è una sostanza che si ottiene dalle infiorescenze essiccate delle piante femminile della canapa. Esistono tre grandi varietà di cannabis Sativa, Indica e Ruderalis che si differenziano per dimensioni della pianta e per la concentrazione dei principi attivi di conseguenze si differenziano anche gli effetti. E’ considerata una droga leggera perchè non crea dipendenza. La maggior parte dei consumatori fuma questa droga leggera attraverso sigarette fatte a mano, ma ci sono numerosi altri modi. La marijuana ha come principio attivo il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) che da effetti di alterazione mentale.

QUALI SONO GLI EFFETTI DELLA MARIJUANA SUL CERVELLO?

Quando il soggetto fuma la marijuana il THC va direttamente dai polmoni
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Mar201730

L’origine del conformismo risiede spesso nella radice animale dell’essere umano che attinge le sue paure della solitudine fuori dal branco.
È il suo “effetto gregge” che ci coinvolge… un meccanismo di cui spesso diventiamo protagonisti.
L’importante è sapere fino a che punto esso ci può spingere.
I giovani d’oggi lo interpretano come una moralità espressiva che li diversifica dagli schemi comuni…non che faccia loro esprimere cioè che sono, ma ciò che è diverso dal comune.
La diversità, soprattutto per i ragazzi di oggi, rappresenta un ostacolo.
La maggior parte di noi è

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Feb201720

E’ una delle opere di Sigmund Freud, il fondatore della psicoanalisi. Inizialmente al sogno veniva negata l’associazione psichica, questo ci fa capire quanto questa opera fu rivoluzionaria per la psicologia.

Freud individua due piani di lettura per il sogno, funzione atta alla soddisfazione di un desiderio.

IL CONTENUTO MANIFESTO, è la parte del sogno che viene raccontata dal soggetto appena sveglio. Gli elementi che compongono la storia del sogno sono simbolici e devono essere interpretati per dargli un senso logico. Secondo Freud i sogni si formano oscurando i contenuti inconsci così permettendo di arrivare alla coscienza.

I CONTENUTI LATENTI, invece, sono quei contenuti mascherati dagli elementi simbolici.

LE LEGGI CHE REGOLANO I SOGNI
• condensazione = sono gli elementi che nella veglia sono scollegati, ma riuniti in unico elemento nel sogno
• spostamento = è l’attribuzione di un carattere di un elemento ad un altro elemento
• drammatizzazione = i contenuti mascherati (latenti) sono rappresentati nel sogno che racconta il soggetto tramite azioni o situazioni
• simbolizzazione = è un contenuto accettabile nella coscienza che nella realtà è inaccettabile.
• rappresentazione per l’ opposto = ciò che ricordiamo di un sogno (contenuto manifesto) è l’opposto di quello che in realtà è il nostro desiderio (contenuto latente)

TEORIA DEI SOGNI
Secondo Freud il motivo dei sogni sono i nostri desideri inconsci, durante il sonno rafforzano i loro effetti perchè la coscienza è in minore attività. Il sogno (contenuto manifesto) rappresenta la soddisfazione di un desiderio inaccettabile dall’IO, di conseguenza il contenuto latente viene trasformato in modo da non risultare riconoscibile. Secondo lui il sogno è una “realizzazione velata di desideri inibiti”, cioè di desideri che la coscienza non approva e che non vuole che vengano alla luce. Il sogno è il maggior mezzo per conoscere bene se stessi.

CRITICA ALLA TEORIA FREUDIANA DEI SOGNI
Secondo i studi di Allan Hobson i sogni sono creati quando gli impulsi neuronali raggiungono la corteccia celebrale durante il sonno. La corteccia tenta di dare un senso agli input casuali che sta ricevendo, e questa genera i sogni.

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