Giu201611

violenzasugliuomini
Nella triste rassegna che pressoché all’ordine del giorno racconta episodi di violenza a danno delle donne, appare strano o quantomeno straordinario pensare che anche l’uomo, notoriamente artefice di abusi, possa in qualche caso essere la vittima di un certo tipo di vessazioni messe a punto proprio da mogli e compagne.

Eppure, accade anche questo e gli episodi in cui sia proprio la donna a tenere in pugno il partner si verificano nella sordina di una scarsa risonanza mediatica che sembra come allergica ad una par condicio in grado di considerare i due sessi potenzialmente aggresssivi nello stesso modo.

“Sono prive di fondamento le teorie dominanti che [..]

Giu201601

Il Femminicidio2

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Si sa sempre molto poco di queste donne e delle loro storie, ma c’è un aspetto comune che si trova sempre quando si legge di loro: “è stata una tragedia annunciata”; il passaggio all’atto violento che ne ha de-terminato la morte avviene, solitamente, dopo mesi o anni di maltrattamenti e violenze.
I numerosi fatti di cronaca parlano, ogni giorno, di violenze perpetrate all’interno di legami affettivi; in diversi casi, purtroppo, se ne parla perché ragazze o donne vengono uccise da chi si presumeva dovesse amarle. Si sa sempre molto poco di queste donne e delle loro storie, ma c’è un aspetto comune che si trova sempre quando si legge di loro: “è stata una tragedia annunciata”; il passaggio all’atto violento che ne ha de- terminato la morte avviene, solitamente, dopo mesi o anni di maltrattamenti e violenze.
Cosa si può fare per contrastare il fenomeno della violenza? Cosa si può fare “prima che sia tardi”? Da un lato, l’operazione che a livello culturale, sociale, mediatico si sta tentando di produrre è una focalizzazione sul maschile; tra i temi trattati, in primo piano c’è sempre di più quello che interroga gli uomini, la loro posizione di carnefici e come questa possa evolversi, modificarsi, produrre un possibile cambiamento.
Quando si parla di violenza sulle donne si parla davvero delle donne? O si parla di quante botte hanno preso, quante costole rotte, quali organi danneggiati, come sono state uccise? Solitamente sappiamo da quanto tempo stavano con il loro carnefice. Ma sulla loro posizione ci si interroga mai? Su cosa le abbia portate lì, sul perché, sul loro modo di desiderare, di amare, etc. Questo è il pane quotidiano di uno psicoanalista, certo. Ma quello su cui vorrei portare la riflessione è se questo piano non manchi, appunto, per altri motivi. Non c’è forse una confusione tra colpa e responsabilità che invece andrebbero ben distinte? Sì, la nostra cultura ha indubbiamente avvallato per decenni una certa posizione di “colpevolezza” e di subordinazione femminile, anche dal punto di vista giuridico.

Claudia Rubini

Mag201614

Gli attacchi di panico sono caratterizzati da paura o disagio intenso che nell’arco di qualche minuto raggiungono il livello massimo di intensità. Possono essere “attesi” in risposta ad un elemento scatenante un oggetto o una situazione temuta, oppure “inaspettati” verificandosi senza una ragione apparente (es. attacco di panico notturno). Le persone affette da attacchi di panico sono costantemente preoccupate o spaventate di avere ulteriori episodi di questo tipo al punto da modificare il proprio comportamento evitando di andare in bicicletta, svolgere esercizio fisico, o frequentare determinati luoghi. La frequenza può variare da una volta a settimana o verificarsi tutti i giorni, o ogni due mesi per anni. Gli attacchi possono associarsi al timore di una diagnosi inattesa, o da preoccupazioni sociali come la vergogna di essere giudicati male dagli altri,

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Mar201610

Ortoressia Nervosa letteralmente significa “ossessione per mangiare cibi sani” e tale patologia si manifesta attraverso un comportamento di salutismo estremo che può portare la persona a soffrire di depressione, sensi di colpa, ansia e fobie.

Inoltre tale patologia porta ad una compromissione delle relazioni sociali in quanto il soggetto ortoressico basa la propria quotidianità sulla cura del proprio corpo e tende ad allontanare da sé le altre persone.

L´ortoressico infatti è ossessionato dalla qualità del cibo e si deve sempre assicurare che questo sia sano. Conosce perfettamente le etichette dei cibi in vendita nei supermercati per cui sa quante calorie contiene un determinato alimento, quante proteine, quanti carboidrati, quanti grassi saturi ed insaturi, ecc. Ogni giorno infatti è dedicato alla

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