Gen201809

È un periodo di transizione nel quale l’individuo sta costruendo la sua identità, infatti i pensieri che più impegnano la mente in questa fase sono del tipo: “chi sono?”, “chi voglio diventare?”; questo periodo si chiama adolescenza ed è uno o probabilmente il più impegnativo, confusionario ed emozionante durante la nostra esistenza.L’adolescenza va dai 12 ai 20 anni circa ed è caratterizzata da

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Dic201414

1. L’infanzia e l’adolescenza dei serial killer

Diversi autori che si sono occupati dell’omicidio seriale hanno sottolineato l’importanza delle esperienze traumatiche subite dal soggetto in ambito sia familiare che extrafamiliare, durante l’infanzia e l’adolescenza, per spiegare il manifestarsi del comportamento omicidiario seriale.

Esaminando la casistica, si nota che molti assassini seriali rientrano in una delle seguenti categorie:

figlio illegittimo;
figlio di un genitore abusivo, di solito il padre, mentre l’altro è sottomesso, spesso la madre (anche se è possibile il quadro opposto);
orfano di uno o entrambi i genitori;
infanzia caratterizzata da violenze fisiche, psicologiche e/o sessuali, perpetrate da uno o da entrambi i genitori.
L’infanzia è un momento fondamentale per la salute fisica e mentale del futuro adulto ed è molto importante la formazione di un buon “legame di attaccamento” fra il bambino e chi si prende cura di lui. Con il procedere della costruzione del legame, il bambino s’identifica e cerca attivamente il contatto con i genitori o con chi ne fa le veci. La frantumazione o la mancata formazione del “legame di attaccamento”, può produrre un bambino – ed un futuro adulto- incapace di provare empatia, affetto o rimorso per un altro essere umano, caratteristiche queste comuni anche agli assassini seriali.
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