Gen201607

Zalone-Modugno-pasta“L’iperprotettività dei genitori verso i figli, soprattutto durante il periodo dell’infanzia e della crescita, può causare loro dei danni psicologici permanenti da adulti”. A mettere in guardia le mamme e i papà dall’essere troppo apprensivi è una nuova ricerca, pubblicata sul Journal of Positive Psychology, una delle più vaste su questo tema. Gli studiosi hanno seguito più di 5000 persone fin dalla loro nascita, nel 1946: dall’analisi è emerso che i partecipanti cresciuti senza genitori troppo “opprimenti” erano proprio quelli che risultavano avere il punteggio più alto in sondaggi riguardanti la felicità e il loro benessere generale.

Se è noto da tempo quanto l’infanzia abbia profondi effetti sulla crescita di un individuo,

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Nov201505

1. Passare all’azione. “Nel momento in cui facciamo il primo passo, sembra che la paura e l’autocritica diminuiscano”. Quindi, se abbiamo davanti un compito aggrediamolo subito, senza ricorrere ad esche come: “Prima mi prendo un caffè”. Se invece dobbiamo mettere mano a un grosso progetto, meglio partire da una lista che “rompa” il compito complesso in molti step accessibili.

2. Questo suggerimento ha a che fare con la valutazione delle priorità: la procrastinazione, infatti, può essere usata a nostro vantaggio. “Inserite l’etichetta “adesso” per le cose che richiedono un’azione immediata. Tutto il resto può aspettare e lo farà”, assicura l’esperto.

3. Non abbiate paura di eliminare, di dire di no, per concentrarvi sui vostri obiettivi. Un suggerimento che si applica perfettamente alle donne: “Perché sono quelle che tendono a tenere ogni cosa sotto controllo. Molto più degli uomini, infatti, pensano di dovere tutto a tutti: marito, figli, colleghi, amici. Ma non è vero”, spiega Vaden.

4. analogamente, no al multitasking. “Nessuno mette in dubbio che le donne siano particolarmente brave nel multitasking, ma questa qualità è un mito. Fare più cose contemporaneamente non è un modo efficace di operare, perché il cervello non può concentrarsi su più variabili allo stesso tempo”. Dunque, una sola cosa alla volta e, possibilmente, la più importante.

5. Fate oggi qualcosa che permetterà di avere più tempo domani. Ovvero: riorganizzate il tempo e lo spazio per sviluppare modi più efficaci per lavorare e, soprattutto, per delegare quanto più possibile. “Magari, le cose non saranno fatte a regola d’arte come le fareste voi, ma questo libererà del tempo per voi e, con la pratica, anche chi vi aiuta diventerà più abile”.

Ott201519

Immagie-infanzia-1
La depersonalizzazione fu descritta per la prima volta da Dugas Ludovic (uno psichiatra francese) intorno agli anni Cinquanta. Oggi va compendiata con il concetto di derealizzazione.

Si tratta di due aspetti dello stesso fenomeno psicologico (o disturbo che dir si voglia). La differenza fra i due stati non è qualitativa; è piuttosto relativa a quale sia il focus dell’attenzione: la depersonalizzazione implica un appannamento del senso di sé (della persona); la derealizzazione un appannamento del senso della realtà.

I due fenomeni possono essere estemporanei e passeggeri o possono accompagnare stabilmente precise sindromi psicopatologiche come ansia generalizzata, attacchi di panico (D.A.P.), stress, disturbi ossessivo-compulsivi. Talvolta possono essere prodotti artificialmente mediante assunzione di droghe come la canapa e l’ecstasy. Sono frequenti in stati psicotici o borderline.
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