Ott201519

Immagie-infanzia-1
La depersonalizzazione fu descritta per la prima volta da Dugas Ludovic (uno psichiatra francese) intorno agli anni Cinquanta. Oggi va compendiata con il concetto di derealizzazione.

Si tratta di due aspetti dello stesso fenomeno psicologico (o disturbo che dir si voglia). La differenza fra i due stati non è qualitativa; è piuttosto relativa a quale sia il focus dell’attenzione: la depersonalizzazione implica un appannamento del senso di sé (della persona); la derealizzazione un appannamento del senso della realtà.

I due fenomeni possono essere estemporanei e passeggeri o possono accompagnare stabilmente precise sindromi psicopatologiche come ansia generalizzata, attacchi di panico (D.A.P.), stress, disturbi ossessivo-compulsivi. Talvolta possono essere prodotti artificialmente mediante assunzione di droghe come la canapa e l’ecstasy. Sono frequenti in stati psicotici o borderline.
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Dic201403

Pensateci bene: quante volte al giorno dite a vostro figlio “Bravo!” ? Tante, troppe volte.
E’ una parola che viene usata se il bambino ha mangiato tutto, se non si è sporcato, se ha messo in ordine, se ha fatto un bel disegno… E’ una parola che viene abusata. E questo uso distorto è talmente diffuso e ritenuto normale che anche i nonni, gli insegnanti, gli zii lo mettono in pratica.
Di conseguenza ci ritroviamo un bambino che si sente dire mille volte al giorno che è bravo ed altre mille volte

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Set201416

Dopo accurate riflessioni, abbiamo deciso di andare in vacanza senza figli: che sia per un weekend, per una settimana o per un periodo più lungo, e a prescindere dalla bontà delle nostre ragioni, il senso di colpa ci bracca e minaccia di rovinare tutto! Allora, nei momenti di crisi, è bene ricordare un paio di cose.

E’ un bene anche per loro.
E’ sempre salutare sperimentare modi diversi di vivere, un ambiente nuovo, e magari attività mai provate prima. Sia che stiano a casa dei

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